Questo è un controllo di venti minuti che trova più guasti reali di qualunque lettura strumentale, e non richiede quasi nulla.
Far funzionare prima un carico consistente
A riposo non si vede nulla. Metti l’impianto sotto un carico vicino a quello che porta di solito, e dagli qualche minuto perché la temperatura si stabilisca.
Tastare lungo la tratta, poi a ogni giunzione
Il cavo dovrebbe essere uniforme. Morsetti, capicorda, collegamenti alle barre, portafusibili e sezionatori sono i punti in cui il calore compare, e il portafusibile è da solo il componente tiepido più frequente di questo scaffale.
Misurare ai capi di tutto ciò che è sospetto
La tensione misurata direttamente ai capi di una giunzione, con il carico in funzione, dev’essere trascurabile. Una lettura che non lo è è resistenza, ed è localizzata anziché dedotta.
Rifarla bene anziché stringerla
Una giunzione che è stata calda si è quasi sempre ossidata, e ristringerla compra settimane. Rifalla: taglia all’indietro, crimpa con la matrice corrispondente, metti la guaina termorestringente, e serra alla coppia che il fabbricante del componente pubblica là dove ne pubblica una.
Poi metterlo in calendario
Due volte l’anno su un impianto fisso, e dopo ogni viaggio che abbia comportato vibrazioni. Un controllo che non è programmato è un controllo che avviene dopo il guasto anziché prima.
Cosa si chiede prima di ordinare
Perché una caduta di tensione indica una giunzione anziché il cavo?
Perché un cavo perde tensione in modo uniforme lungo tutta la sua lunghezza mentre una giunzione la perde in pochi millimetri. Misurare ai soli capi della giunzione separa subito le due cose.
Un cavo caldo è sempre un problema?
Un cavo caldo in modo uniforme sotto un carico pesante può semplicemente stare lavorando. Un punto caldo locale no, ed è quella differenza a rendere il confronto lungo la tratta più utile di una singola lettura.
Ultima revisione 16 settembre 2026