Solare, batteria e rete in una scatola, con un unico ordine di priorità
I migliori inverter ibridi del 2026
Un inverter ibrido fa tre lavori insieme: insegue i pannelli, carica e scarica una batteria, e decide in ogni istante se la casa attinga dal sole, dalla batteria o dalla rete. Quella logica di decisione è il prodotto. L'erogazione continua e l'erogazione di picco si leggono come su qualunque inverter, e il picco significa qualcosa solo accanto alla sua durata. Il lato solare pubblica un campo di tensione MPPT e una corrente massima d'ingresso per inseguitore, e una stringa progettata fuori da quel campo o viene tagliata o viene rifiutata. Il lato batteria pubblica le tensioni nominali che supporta — 24 V e 48 V dominano il campo — e, cosa ancora più importante, il protocollo di comunicazione che parla: una batteria che non può dire all'inverter il proprio stato di carica viene governata dalla sola tensione, il che è più grossolano e le accorcia la vita. Il tempo di commutazione in millisecondi dice che cosa accade a un computer quando la rete cade; sotto una certa cifra l'utenza non se ne accorge, sopra un computer da tavolo si riavvia. Il rendimento si pubblica come percentuale di picco e, sugli annunci migliori, come media ponderata europea che rispecchia una giornata vera anziché un momento migliore. Confrontiamo potenza continua e di picco, campo MPPT, corrente, tensioni di batteria supportate, tempo di commutazione, protocolli e rendimento pubblicato.